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La matematica è veramente per tutti? Cosa succede con i bambini che hanno difficoltà o lentezza nella comprensione, nel linguaggio, nella consapevolezza? Fa parte della nostra cultura vedere la matematica come uno strumento di selezione, riservato ai migliori, a coloro che la meritano. Eppure fa parte di essa anche vedere la matematica come una palestra per crescere, per andare oltre, per coltivare forze interiori quali la perseveranza, la curiosità, l’immaginazione, la fiducia in sé stesso, la capacità di cambiare prospettiva, di ammettere l’errore, di aprirsi alla sorpresa e lasciarsi trascinare o di-vertire.

Le ricerche che sono state condotte all’università di Saragozza negli anni 2014-2020 con bambini e bambine fra i 3 e 11 anni con Trisomia 21, e difficoltà di vario tipo riconducibili a essa, hanno mostrato la forza educativa della matematica, purché gli educatori progettino una matematica che non esclude, oppure, usando un termine della matematica stessa, “una matematica che somma”.

Questo lavoro è stato presentato in numerosi convegni internazionali su disabilità ed educazione e ha portato a una nuova visuale sulla matematica, non incentrata sulle abilità numeriche minime per la vita quotidiana e sulle cifre, bensì sul gioco, sul divertimento, sulla sorpresa, sulla condivisione, e con un grande spazio per la geometria (confrontare, costruire, formare) accanto ai numeri. Il sostegno di numerosi enti anche privati e la partecipazione a un progetto europeo Erasmus+ (ANFoMAM, cui partecipa anche l’Associazione ToKalon) sono stati altrettanti riconoscimenti nel tempo.

A Saragozza lavorano Elena Gil Clemente, professore incaricato all’università, che dirige le officine di matematica nel tempo libero dell’Associazione Sesdown accompagnata da un gruppo nutrito di insegnanti in formazione e in servizio, José Ignacio Cogolludo, docente ordinario di geometria dell’università, e Ana Millán Gasca. Fra gli studiosi che hanno interagito con questa ricerca spiccano l’italiana Elisabetta Monari e l’australiana Rhonda Faragher, senza dimenticare il tedesco André Frank Zimpel. Monari e Gil Clemente parteciparono nel 2017 alla Giornata di studio Matematica nel sostegno all’Università Roma Tre organizzata anche insieme all’Associazione ToKalon (qui potete richiedere il pdf del quaderno realizzato con gli interventi di quella giornata).

Ora il lavoro è presentato alla comunità degli educatori (studiosi e insegnanti attivi sul campo) in un libro pubblicato in spagnolo dal prestigioso editore di Barcellona Horsori dal titolo Matemáticas que suman, che nel sottotitolo indica il suo scopo: guidare una didattica per iniziare alle matematiche i bambini con disabiltà cognitiva.

Il libro contiene una visione d’insieme e 21 schede di attività geometriche e aritmetiche che possono essere realizzate in ambito scolastico, familiare o del tempo libero, pronte a essere applicate con utili indicazioni pratiche e consigli per la realizzazione. Foto a colori molto espressive ci trasportano in ore vissute insieme in gioia, apprendendo e allargando i limiti dell’esperienza e della comprensione del mondo, di sé e degli altri.

Il libro si presenta in un incontro a distanza, in diretta facebook e su zoom, organizzato dalla prestigiosa Libreria Cálamo di Saragozza, con la presenza dell’autrice, della prof.ssa Ana Millán Gasca che firma la prefazione, e di Eduardo Sáenz de Cabezón, celebre matematico divulgatore e performer (in fondo all’articolo trovate una sua talk dal titolo emblematico “A cosa serve la matematica”).

Chi vuole ascoltare un po’ di spagnolo e assistere a distanza è invitato!