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Giacomo Mazzariol 2016, Mio fratello rincorre i dinosauri

In prima persona e dal suo personalissimo punto di vista di bambino, che cresce lungo le pagine fino a diventare un ragazzo, Giacomo Mazzariol racconta il rapporto con suo fratello Giovanni, che ha la sindrome di Down.

Anche qui, come in Wonder (Palacio 2012), si è di fronte a qualcosa di altro, di diverso, che non si allinea alle aspettative e che quindi è scomodo, tanto che Giacomo prova a rimuovere il fratello dalla sua vita: non ne parla, nessuno dei suoi amici sa nemmeno che esiste. La rimozione però ha dei costi, e col suo linguaggio semplice Giacomo li esplicita benissimo: è solo quando inizia a fare i conti con la realtà di Giovanni, col suo essere fastidiosamente e straordinariamente presente, che Giacomo inizia ad essere davvero sé stesso, e quindi libero. Libero anche, se serve, di arrabbiarsi con il fratello senza ombra di pietismo e di scoprirlo amico, compagno e maestro.

Questo è un libro necessario, non solo perché racconta una storia vera, un cammino reale e tanto profondamente personale da diventare universale, utile per tutti; ma anche perché capace di smontare i pensieri soliti sulla disabilità in generale e sulla sindrome di Down in particolare. Spesso le persone con sindrome di down vengono considerate “speciali”, “dolci” o “tenere” a prescindere: ma quanto questo è solo un pregiudizio che impedisce di guardare alla persona nella sua meravigliosa complessità? Quanto è necessario, oggi, far uscire la disabilità da quell’aura di compassione che la circonda e cercare di guardare le persone con disabilità prima di tutto come persone, con limiti e pregi, desideri e diritti: il romanzo di Mazzariol va proprio in questa direzione.

Proprio per questo è un libro perfetto per parlare con i ragazzi a scuola: è un libro che suscita domande, riflessioni, idee, come testimonia la mia esperienza personale dello scorso anno. Ho invitato i ragazzi della mia seconda media a leggerlo e successivamente a scrivere all’autore delle lettere per esprimere il loro punto di vista, le loro domande e le loro impressioni sulla storia: non uno è rimasto indifferente.

Per approfondire questo approccio “complesso” alla disabilità vi suggerisco:

La pagina Facebook di “Sirio e i tetrabondi”

Un video di Valerio Lundini con i ragazzi con sindrome di Down

Buona lettura!

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